Che cos’è il concorso per allievi agenti
Il concorso per allievi agenti è la via di accesso alla Polizia di Stato. È indetto con decreto del Capo della Polizia, nell’ambito del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, e chi lo supera entra in un corso di formazione prima della nomina ad agente.
L’edizione 2026, indetta con decreto del 29 aprile 2026, mette a disposizione 4.400 posti. Non si tratta però di un’unica procedura ma di tre procedure parallele raccolte in un solo bando: 2.398 posti per i candidati civili con il codice AG20261, 1.962 posti riservati ai volontari in ferma prefissata delle Forze Armate con il codice VFP2026 e 40 posti con il codice BIL2026 per chi possiede l’attestato di bilinguismo italiano-tedesco di livello B2. Le domande si sono chiuse alle 23:59 del 29 maggio 2026.
Requisiti
Serve il diploma di scuola secondaria di secondo grado valido per l’iscrizione all’università. Possono partecipare esclusivamente i cittadini italiani che godono dei diritti civili e politici.
Il vincolo più stringente è l’età. Il minimo è 18 anni compiuti; il massimo è 26 anni non compiuti per le procedure AG e BIL e 25 anni non compiuti per la procedura VFP. I limiti sono rigidi e si calcolano rispetto alla data di riferimento indicata nel bando: conviene verificare la propria posizione sul testo, non su un riassunto.
Si partecipa a una sola procedura, e la scelta determina il formato della prova scritta, i posti disponibili e la graduatoria.
La prova scritta e la banca dati
La prova scritta è il primo scoglio ed è una prova su banca dati, il che cambia il modo di prepararsi. L’11 giugno 2026 il Ministero dell’Interno ha pubblicato le banche dati ufficiali, riportate in 6.000 quesiti per civili e bilingui e 6.000 per i volontari delle Forze Armate. I quesiti d’esame sono estratti da quegli archivi.
I formati sono diversi tra le procedure. La procedura civile AG20261 prevede 100 quesiti a risposta multipla in 90 minuti, con opzioni dalla A alla E e soglia di sufficienza a 18/30. La procedura VFP2026 prevede 80 quesiti in 60 minuti, con opzioni dalla A alla D e soglia a 6/10. In entrambe le banche dati pubblicate la risposta corretta è sempre contrassegnata dalla lettera A: è una convenzione editoriale della pubblicazione, non un’indicazione sulla prova reale, dove le opzioni vengono mescolate.
Le materie sono cultura generale, lingua inglese e apparecchiature e applicazioni informatiche più diffuse, ragionamento logico-matematico e critico-verbale, oltre alle materie specialistiche indicate dai regolamenti ministeriali.
La difficoltà vera è il tempo. Cento quesiti in novanta minuti lasciano circa 54 secondi a domanda, lettura compresa; ottanta in sessanta minuti ne lasciano circa 45. Chi ripassa la banca dati senza cronometro si sta allenando per una prova che non esiste.
Dopo lo scritto
Le fasi successive sono eliminatorie e in sequenza: accertamento dell’efficienza fisica, accertamento dell’idoneità psico-fisica e accertamento dell’idoneità attitudinale. Seguono la prova facoltativa di lingua straniera e la valutazione dei titoli, che confluiscono nella graduatoria finale e nell’ammissione al corso di formazione.
I requisiti fisici e sanitari sono fissati da regolamento ministeriale e vengono verificati sulla persona, non su un’autocertificazione. Chi arriva dallo scritto tende a considerare l’efficienza fisica una formalità e comincia a prepararsi tardi: è il modo più comune di buttare via un buon punteggio scritto.
Prima di fidarsi dei numeri
Posti, limiti di età e composizione della banca dati cambiano da un’edizione all’altra, e le tre procedure non sono intercambiabili. Il riferimento resta il bando in corso sul portale della Polizia di Stato e su inPA, oltre alla Gazzetta Ufficiale, serie Concorsi ed Esami.