Che cos’è il concorso da vigile del fuoco
Il Corpo nazionale dei vigili del fuoco è il servizio nazionale di soccorso tecnico urgente e dipende dal Ministero dell’Interno. L’accesso alla qualifica iniziale di vigile del fuoco avviene con concorso pubblico per titoli ed esami, quindi la graduatoria si costruisce sia sulle prove sia sui titoli.
L’edizione in corso è stata indetta con decreto dipartimentale n. 2488 del 2 luglio 2026 per 400 posti a tempo indeterminato. Le domande si sono presentate online dal 3 luglio al 3 agosto 2026 attraverso il portale del Corpo, concorsionline.vigilfuoco.it, e non tramite inPA, anche se su inPA sono pubblicati l’avviso e le comunicazioni di convocazione. Il 15 settembre 2026 era prevista la pubblicazione, su inPA e su vigilfuoco.it, delle modalità di svolgimento della prova preselettiva.
Requisiti
Serve il diploma di istruzione secondaria di secondo grado. Il limite di età è 26 anni, elevato a 37 anni per il personale volontario del Corpo nazionale iscritto negli appositi elenchi da almeno un anno. Occorrono inoltre l’idoneità psico-fisica e attitudinale prevista dalla normativa vigente e il certificato di idoneità sportiva agonistica, rilasciato nei termini indicati dal bando.
Su quel certificato conviene muoversi per tempo. Lo rilascia un medico dello sport dopo una visita che comprende l’elettrocardiogramma, e non sempre si trova un appuntamento in pochi giorni.
Il bando prevede anche riserve di posti, riportate nel 45 per cento per i volontari in ferma prefissata delle Forze Armate, nel 35 per cento per il personale volontario del Corpo nazionale e nel 15 per cento per chi ha concluso il servizio civile universale. Chi partecipa dalla vita civile concorre su quanto resta: è la parte del conto che i riassunti tendono a tralasciare.
La prova preselettiva
Poiché le domande superano di molto i posti, la prima fase è una preselezione a risposta multipla. Il programma è volutamente ampio: storia d’Italia, chimica, fisica, ragionamento logico-deduttivo, informatica e lingua inglese.
Due elementi contano più degli altri. Sono ammessi alla fase successiva candidati pari a dieci volte il numero dei posti, quindi circa 4.000 per un concorso da 400 posti. E il punteggio della preselettiva non concorre alla formazione del voto finale di merito: è un filtro, non un vantaggio acquisito. Chi investe tutto nell’alzare il punteggio della preselettiva trascurando la preparazione fisica sta ottimizzando un numero che viene azzerato nel momento stesso in cui passa.
Le prove motorio-attitudinali
Le prove d’esame vere e proprie sono tre prove motorio-attitudinali. Ciascuna è valutata in trentesimi e si supera con almeno 21/30, quindi un ottimo risultato in una non compensa l’insufficienza in un’altra.
La descrizione pubblicata della prima prova dà la misura dello standard: il Modulo A, traslocazione alla trave alta, richiede di percorrere una trave di equilibrio lunga 5 metri e larga 10 centimetri, posta a circa 4 metri di altezza, nel tempo massimo di 3 minuti. È una prova di equilibrio e di gestione dell’altezza, non un esercizio da palestra, ed è il punto in cui chi si è allenato solo sulla forza perde punti.
Segue la valutazione dei titoli e la formazione della graduatoria finale, con l’applicazione delle riserve.
Domanda e verifiche
La domanda passa dal sistema concorsi online del Corpo e non da inPA: è l’equivoco più frequente per chi dà per scontato che ogni concorso pubblico italiano viaggi ormai sul portale unico. L’accesso richiede un’identità digitale nei termini previsti dal bando.
Posti, limiti di età, riserve e articolazione delle prove motorie cambiano da un’edizione all’altra. Il testo che fa fede è il bando pubblicato su vigilfuoco.it, e le date delle prove vengono comunicate su inPA e vigilfuoco.it, non con avvisi individuali.