Che cos’è il concorso docenti
Il concorso docenti è la procedura con cui lo Stato italiano immette in ruolo gli insegnanti della scuola statale. È bandito dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, ma si svolge su base regionale: si presenta domanda in una sola regione, per una o più classi di concorso, e si viene messi in graduatoria con chi ha scelto la stessa regione e la stessa classe.
Il ciclo in corso è il PNRR3, terza procedura concorsuale finanziata dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. È stato avviato con due decreti del 9 ottobre 2025, il DDG 2938/2025 per infanzia e primaria e il DDG 2939/2025 per la scuola secondaria, e riguarda 58.135 posti per il triennio 2025/26 - 2027/28, di cui 30.759 per la secondaria e 27.376 per infanzia e primaria. Le domande si sono chiuse il 29 ottobre 2025.
Requisiti di accesso
L’accesso passa ormai dall’abilitazione. La via ordinaria è il percorso universitario da 60 CFU relativo alla classe di concorso per cui si partecipa. La via alternativa è il servizio: tre anni negli ultimi cinque nella scuola statale, di cui almeno uno sulla classe di concorso specifica, con l’obbligo di acquisire i restanti 30 CFU dopo l’immissione in ruolo.
I 24 CFU sono stati validi soltanto fino al 31 dicembre 2024 e da soli non danno più titolo di accesso. È l’errore più diffuso: un titolo che bastava per una tornata precedente non basta oggi. A questo si aggiungono i requisiti specifici di ciascuna classe di concorso, elencati negli allegati al bando.
Per infanzia e primaria si partecipa in un’unica regione con una sola istanza, indicando le tipologie di posto (comune e sostegno) e i gradi di istruzione per cui si possiede il titolo.
La prova scritta
Non è prevista alcuna preselezione. La prima prova è scritta, computer based e uguale per tutti: 50 quesiti a risposta multipla in 100 minuti, quattro opzioni ciascuno e una sola risposta corretta. Ogni risposta esatta vale 2 punti, le risposte errate o non date valgono 0, quindi il massimo è 100 e non esiste penalizzazione per chi tenta. Si supera con almeno 70/100, cioè 35 risposte corrette.
La composizione è fissa. Quaranta quesiti riguardano le competenze pedagogiche, psicopedagogiche e metodologico-didattiche, ripartiti in 10 di area pedagogica, 15 su aspetti psicopedagogici e inclusione e 15 su metodologia didattica. Cinque quesiti sono di lingua inglese al livello B2 del QCER, prevalentemente di comprensione del testo. Cinque riguardano le competenze digitali legate all’uso delle tecnologie nella didattica.
Conviene notare che cosa non c’è: la prova scritta non verifica la disciplina che si intende insegnare. Il merito disciplinare si gioca all’orale. Chi si prepara ripassando la propria materia e trascura la letteratura pedagogica e sull’inclusione sta studiando per un’altra prova.
I quesiti non vengono pubblicati prima della prova, a differenza di altri concorsi italiani che rilasciano una banca dati. La preparazione si costruisce quindi sui quadri di riferimento pubblicati dal Ministero, non sulla memorizzazione di un archivio di domande.
La prova orale
Chi raggiunge 70 nello scritto accede all’orale, della durata massima di 45 minuti per la secondaria e di 30 minuti per infanzia e primaria. Comprende una lezione simulata e la verifica della lingua inglese al livello B2, con soglia di superamento fissata anche qui a 70/100. Per alcuni insegnamenti, come quelli tecnico-artistici e musicali, è prevista anche una prova pratica. La valutazione dei titoli confluisce poi nella graduatoria regionale di merito.
Domanda e calendario
La domanda si presenta online attraverso il sistema Istanze OnLine del Ministero e l’accesso richiede un’identità digitale: SPID, CIE, CNS o credenziali eIDAS. Come in ogni concorso pubblico italiano, l’identità digitale va attivata prima dell’apertura della finestra, non il giorno della scadenza.
All’interno del ciclo PNRR3 le prove scritte suppletive si sono svolte il 18 marzo 2026 per infanzia e primaria e il 19 marzo 2026 per la secondaria, e le graduatorie di merito dovevano essere pubblicate entro il 30 giugno 2026. Si discute di ulteriori concorsi successivi al ciclo PNRR, ma nessun bando è qui confermato: prima di fare affidamento su una data, verificare l’avviso in corso sul sito del Ministero e su inPA.